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  • Transizione 4.0. Il MISE sblocca 24 miliardi di euro con durata pluriennale

    Grandi opportunità all’orizzonte per le PMI che prevedono investimenti in beni materiali ed immateriali, R&S, innovazione, green e formazione 4.0, la decorrenza spetta già dal 16 novembre 2020.

    L’obiettivo del MISE è di dare forza agli investimenti privati e fornire stabilità alle imprese con misure il cui effetto arriverà fino al 2023. Il Ministro Stefano Patuanelli ha sottilineato che si tratta “del primo mattone su cui si fonda il Recovery Fund Italiano“.

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    I motivi che hanno spinto il Ministero ad attuare un piano così competitivo, sono riassumibili nelle parole del Viceministro Stefano Buffagni che evidenzia come questo piano “è uno shock con cui abbasseremo le tasse alle nostre imprese già dal 2021. Vogliamo incentivare l’acquisto di beni durevoli, garantire il supporto agli investimenti delle nostre imprese. Per questo motivo abbiamo ampliato dal 6% al 10%, passando da un ammortamento da cinque a tre anni, tutte le spese fatte in beni strumentali. Per noi è fondamentale aiutare le nostre piccole imprese, quelle che soffrono maggiormente: quindi per tutte le aziende che hanno un fatturato fino a cinque milioni di euro, il credito d’imposta del 10% sarà utilizzabile immediatamente nell’anno. Ciò significa pagare meno tasse, avere supporto per la propria liquidità e garantire il futuro alla propria azienda“.

    Risaltano subito le novità introdotte, vediamole di seguito:

    ► Aumentano le aliquote del credito d’imposta sia per i beni strumentali semplici (cioè i beni ex superammortamento) sia per i software e i beni strumentali 4.0 (ex iperammortamento), ma solo per il 2021.

    ► Il periodo di compensazione del credito più breve da cinque a tre anni e a un anno per le società con fatturato inferiore ai 5 milioni di euro.

    ► Si conferma l’estensione della platea dei beneficiari che comprende ora anche agli esercenti arti e professioni.

    ► Ritorna l’obbligo della perizia, in questo caso “asseverata”.

    È confermata la possibilità, per i contratti di acquisto dei beni strumentali definiti entro il 31/12/2022, di beneficiare del credito con il solo versamento di un acconto pari ad almeno il 20% dell’importo e consegna dei beni nei 6 mesi successivi (entro giugno 2023).

    Transizione 4.0, il Mise definisce le linee di intervento » inno3

    I numeri inseriti nel Piano 4.0 sono: l’incremento dal 6% al 10% del credito beni strumentali materiali nuovi per il solo anno 2021. Inoltre vengono incrementati dal 6% al 15% per investimenti effettuati nel 2021 per implementazione del lavoro agile. E’ prevista l’estensione del credito ai beni immateriali, con credito al 10% per investimenti effettuati nel 2021 e al 6% per investimenti effettuati nel 2022. Per beni immateriali 4.0 viene fissato l’incremento dal 15% al 20% e il massimale da 700.000 euro a 1 milioni di euro. Per la ricerca e sviluppo si passa dal 12% al 20% e massimale da 3 milioni a 4 milioni; mentre per l’innovazione tecnologica si passa dal 6% al 10% e il massimale da 1,5 milioni a 2 milioni. 

    Per l’innovazione green e digitale dal 10% si sale al 15% e il massimale da 1,5 milioni a 2 milioni. Per il design e ideazione estetica dal 6% si passa al 10% e il massimale da 1,5 milioni a 2 milioni. Per il credito formazione 4.0 e’ prevista l’introduzione tra i costi ammissibili delle spese dirette per la formazione dei dipendenti e degli imprenditori, riconosciuto nell’ambito del biennio interessato dalle nuove misure (2021 e 2022).

    Per maggiori informazioni è possibile lasciare un commento e/o inviare una email a info@aliast.it. Il nostro team di esperti sarà in grado di fornire risposte specifiche ai vostri dubbi e curiosità.

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